PREMESSA
Sono un genitore pentito.
Ho avuto tre figli che hanno giocato a calcio e io mi sono comportato come la maggior parte dei genitori: criticando il mister, contestando l’arbitro durante le partite, fornendo istruzioni dettagliate ai figli su come stare in campo.
Peggio di così! Ma a mia discolpa devo dire che nessuno mi ha insegnato il comportamento esemplare, che invece sarebbe stato utilissimo. L’educazione dei giovani sportivi deve continuare anche dalle gradinate e il rispetto delle regole aiuta a diventare, se non bomber, sicuramente adulti responsabili.
Ecco quindi un decalogo, utile per il genitore di un giovane calciatore il quale spesso non condivide, dal campo, gli eccessi dei genitori sulle gradinate.

 

ALLENATORE
Siamo tutti allenatori in Italia ma chi segue vostro figlio lo conosce perfettamente, sa quali sono i suoi pregi e i suoi limiti.
Inutile discutere sulle scelte tecniche, il mister è impegnato nel far condividere un percorso formativo al vostro ragazzo, è al di sopra di ogni critica.
Le contestazioni al mister di fronte a vostro figlio produrranno solo una perdita di leadership del tecnico e quindi il ragazzo si sentirà confuso su quali indicazioni seguire. E ciò andrà a discapito del suo rendimento sportivo.

PANCHINA
Sedere in panchina non è un disonore, è una necessità tecnica.
Vostro figlio sa perfettamente perchè deve spesso restare a disposizione, lui conosce meglio di ogni altro i propri valori tecnici e quelli dei suoi compagni. Ma se gli indurrete la percezione che la panchina non se la merita, finirà per non accettarla più, disertare gli allenamenti e non divertirsi. La panchina è maestra di vita, ricordarsene sempre.

ALLENAMENTI
I campionati si vincono in allenamento e le coppe si ritirano all’ultima giornata.
La regola per gli allenamenti è semplice, accompagnare il ragazzo puntualmente e con la stessa regolarità recuperarlo a fine sessione. Perdere un allenamento non è un delitto, ma la partecipazione assidua viene sempre premiata dall’allenatore e dai risultati sul campo.

TIFO
Dimenticate il tifo curvaiolo degli stadi nostrani dove giocano le prime squadre; qui state seguendo una squadra giovanile dove gioca anche vostro figlio. L’incitamento al proprio ragazzo e ai suoi compagni sarà gradito da tutti, anche dagli altri genitori. Evitate assolutamente le provocazioni verso tifosi dell’altra squadra e soprattutto verso i giovani avversari: sareste contenti se vostro figlio diventasse bersaglio di sfottò?
Se i genitori avversari lo fanno, pazienza, vuol dire che non hanno letto questo decalogo.

ARBITRO
Partiamo dalla buonafede dei Direttori di Gara, senza la quale sarebbe difficile portare a termine una partita.
L’arbitro ha necessità di compresnsione, può sbagliare perchè nessuno è perfetto, come un giocatore che non segna a porta vuota. Le contestazioni continue creeranno in tuo figlio la giustificazione per una eventuale sconfitta e la cattiva educazione a considerare l’arbitro come un potenziale “nemico”.
Suggerimento tecnico: i genitori che si avvicinano al calcio giovanile faranno bene a ripassarsi le regole del calcio, (in continua evoluzione) sono solo 17, si reperiscono facilmente su Google e una buona conoscenza eviterà incomprensioni e contestazioni inutili.

FINE GARA
Il 90’ mette alla prova tutti, vinti e vincitori; le emozioni sono alle stelle ma la parola d’ordine é sobrietà.
Vietatissimo provocare i vinti, questa è spesso la scintilla per avviare litigi sulle gradinate e in campo.
Vale per tutti la dichiarazione di un dirigente sportivo subito dopo un’amara retrocessione:
“ Lo sport insegna a vivere: godere delle vittorie e accettare le sconfitte.”

A CASA
Le tentazioni a casa sono quelle di sovrapporsi ancora una volta allo staff tecnico per impartire al figlio lezioni di tattica.
Da evitare assolutamente atteggiamenti ipercritici nei confronti della Società o dell’Allenatore di fronte al figlio.
Se vi ascolta perderà la fiducia nei confronti di chi lo segue negli allenamenti e in gara, andrà in confusione perché non saprà chi ascoltare e non si divertirà più.

SOSTEGNO
Il genitore può comunque aiutare a crescere il proprio figlio senza sovrapporsi allo staff tecnico.
Il primo conoscitore del giovane calciatore è proprio il genitore: nulla di male se suggerirà il ragazzo a migliorarsi su alcuni fondamentali. Nulla di male a farlo migliorare sui colpi di testa, sugli stop, sui tiri al volo, ecc; questo stimolerà il ragazzo verso il miglioramento personale e ad una maggior concentrazione sugli allenamenti.

RISPETTO
La parola rispetto va interpretata nel modo più assoluto e va trasferita dal genitore al figlio:
– rispetto verso lo staff tecnico
– rispetto verso i propri compagni
– rispetto verso l’arbitro
– rispetto verso gli avversari
Se avrete rispetto vi divertirete di più nel seguire la partita di vostro figlio senza farvi il sangue cattivo.

FAIR PLAY
Fair Play non è solo un modo di dire per farsi belli in inglese, ma il rispetto di un insieme di norme comportamentali.
Se rispetterai queste nove semplici regole sarai un vero sportivo, ma soprattutto un

GENITORE ECCELLENTE
Tuo figlio ti guarderà con ammirazione, più di prima.
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Rodolfo Giurgevich
Direttore Responsabile di Giovanigol.it